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Attacchi di panico: CBD come possibile soluzione

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Tabella dei Contenuti

Il dato è allarmante e il 2020 non è ancora terminato. Le persone che soffrono di malattie mentali sono in aumento in tutto il mondo. Secondo un sondaggio effettuato da NAMI – Alleanza americana nazionale delle malattie mentali, un adulto su cinque sta attraversando qualche forma di alterazione psichica come ad esempio gli attacchi di panico.

La salute mentale è correlata con il disturbo da panico, il disturbo d’ansia e il disturbo da stress. Questi sono tra i più comuni problemi di salute mentale, per lo più trattati con farmaci basati su SSRI, ovvero inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina

Si tratta di farmaci dal pesante dosaggio e di non facile assorbimento da parte dell’organismo umano. Negli ultimi anni sono numerose le persone che hanno cercato di utilizzare metodi alternativi per la cura degli attacchi di panico e dei problemi di salute mentale. 

Sia che gli attacchi di panico siano scaturiti dall’ansia o da qualche altro fattore di stress, sono reali, spaventosi ed emotivamente debilitanti. I medici sono soliti trattare gli attacchi di panico con la terapia psicologica o con la terapia farmacologica, oppure con una combinazione di entrambe. Le recenti ricerche hanno messo alla luce un’alternativa ai precedenti percorsi. Gli scienziati hanno infatti scoperto che il CBD è potenzialmente un efficace trattamento contro gli attacchi di panico.

Cosa sono gli attacchi di panico?

Da non confondere con gli attacchi di ansia. Anche se spesso si pensa che siano la stessa cosa, gli attacchi d’ansia sono espressione fisica della reazione a un fattore di stress. Ad esempio, sentirsi apprensivi o temere una certa situazione. Gli attacchi d’ansia hanno vita breve: quando il fattore di stress se ne va, l’ansia scompare.

Il disturbo di panico invece non è legato a un fattore di stress. Piuttosto, si tratta di episodi improvvisi, anche ripetuti, correlati a una paura intensa. L’attacco è preceduto da segnali come palpitazioni cardiache, vertigini, mancanza di respiro e difficoltà addominale. A volte, i sintomi imitano quelli di un infarto cardiaco o di un’altra grave condizione medica. Di conseguenza sono necessari test approfonditi per diagnosticare correttamente il disturbo di panico.

Le persone affette da questo disturbo spesso sviluppano un’intensa sensazione di ansia, che accresce da un episodio all’altro. Ciò comporta spesso la comparsa di fobie, legate a un luogo o una situazione in cui si è verificato in precedenza l’attacco di panico.

sintomi di un attacco di panico
Sintomi di un attacco di panico

Cosa comporta un attacco di panico? 

Con l’aumento della frequenza degli episodi, una persona evita le situazioni in cui crede che possa verificarsi un altro attacco. Questo per allontanare il rischio di non ricevere aiuto immediato. Anche se un attacco di panico isolato può durare solo pochi minuti, lascia una profonda impronta psicologica.

Il ricordo della paura e del terrore provati può suscitare gravi danni emotivi e psicologici che si ripercuotono sulla vita quotidiana. I segnali del disturbo di panico si manifestano attraverso delle paure:

  • Fobia di alcuni luoghi: si inizia ad evitare certi ambienti o situazioni perché si ritiene che siano simili ai luoghi in cui si è subìto un attacco di panico. Al livello più estremo, si potrebbe sviluppare l’agorafobia.
  • Agorafobia: Un tempo questa condizione era associata solo agli spazi aperti e ai luoghi pubblici. Ora si ritiene che l’agorafobia possa svilupparsi in seguito agli attacchi di panico. Anche se può manifestarsi in qualsiasi momento, di solito accade entro un anno dai primi episodi ricorrenti. Si palesa come la paura di avere un attacco di panico, in un luogo da cui è difficile fuggire. Si comincia così ad evitare i luoghi affollati, le aree chiuse e persino l’esercizio fisico.
  • Ansia anticipatrice: Questo può avere un forte impatto sulla quotidianità della vita di una persona. A lungo andare, dopo un attacco di panico dietro l’altro, ci si sente tesi, nervosi e ansiosi a causa della paura di incorrere in episodi futuri.

Tra i sintomi comuni degli attacchi di panico si includono:

  • Sudore intenso
  • Tremore diffuso
  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Dolore al petto
  • Respiro corto
  • Vertigini
  • Sensazione di stordimento
  • Ansia

Attacchi di panico: da cosa sono causati? 

Purtroppo i medici non hanno individuato i motivi per cui alcune persone soffrono di attacchi di panico. Anche se sembra essere un fattore ereditario, altre cause potrebbero essere le esperienze di vita stressanti, come la morte di una persona cara. Nonostante il disturbo di panico sia oggetto di approfondite indagini scientifiche, il motivo per cui si manifesta non è ancora noto

Gli studi sugli esseri umani e sugli animali indagano per individuare le specifiche aree cerebrali in cui risiedono la paura e l’ansia. Sappiamo che la amigdala, sita nel profondo del cervello, coordina la risposta alla paura. Si tratta di una struttura complessa, la cui anomala attivazione potrebbe, secondo la ricerca, produrre disturbi d’ansia.

Un’altra possibilità indicherebbe gli attacchi di panico quale sintomo di un problema fisico o di una condizione medica. Il disturbo potrebbe presentarsi, ad esempio:

  • Quando si smette di prendere dei farmaci.
  • Per l’uso di stimolanti come cocaina, caffeina o anfetamine.
  • Un basso livello di zucchero nel sangue.
  • La ghiandola tiroidea iperattiva.
  • Un piccolo problema cardiaco chiamato prolasso della valvola mitrale, che si verifica quando una delle valvole del cuore non si chiude correttamente.

Medicina tradizionale per la cura degli attacchi di panico

Se decidi di optare per una cura tradizionale contro gli attacchi di panico, è importante sapere che i medici tenderanno a prescrivere due tipi di farmaci:

Antidepressivi – Questa è generalmente la prima scelta dei medici. Se assunti regolarmente, alterano le configurazioni dei neurotrasmettitori che a loro volta aiutano a bloccare i sintomi.

Ansiolitici (benzodiazepine) – L’uso delle benzodiazepine per gli attacchi di panico è un argomento estremamente controverso tra i ricercatori. L’Associazione Psichiatrica Americana ha trovato prove positive e sostiene che le benzodiazepine possono essere usate in base alle condizioni di ogni singolo paziente. L’Istituto Nazionale di Eccellenza Clinica americano afferma invece che le benzodiazepine non sono efficaci a lungo termine per i disturbi di panico. Inoltre l’Istituto ritiene che l’uso delle benzodiazepine, nel trattamento del disturbo, non dovrebbe superare le quattro settimane di utilizzo.

attacchi di panico cosa fare
Passi da compiere dopo un attacco di panico

Sostanze da evitare quando si hanno attacchi da panico 

  • Caffeina – È uno stimolante noto e può scatenare varie emozioni tra cui nervosismo, nausea e stordimento.
  • Zuccheri artificiali e raffinati – Anche se lo si può trovare in quasi tutto ciò che mangiamo, è importante essere coscienziosi. Gli studi hanno dimostrato che lo zucchero crea cambiamenti nel corpo che possono inasprire i sintomi dell’ansia.
  • Alcol – C’è chi lo considera un antistress, ma l’alcol è una tossina responsabile di un funzionamento fisico e mentale improprio. Questo è il prezzo da pagare per ottenere alti livelli di serotonina nel cervello. L’alcol influisce anche sul sistema nervoso e può causare un aumento della frequenza cardiaca.
  • Grasso idrogenato – È uno dei peggiori alimenti per la salute, ma è anche uno dei più gustosi. Dagli studi è emerso che il grasso idrogenato può aumentare il rischio di depressione e può portare a sintomi peggiori dell’ansia.

Il CBD contro gli attacchi di panico

È ormai risaputo che il THC possiede proprietà calmanti e lenitive sul corpo umano. Ciò avviene quando l’anandamide nel nostro corpo reagisce con il THC nella cannabis. Studi recenti, tuttavia, mostrano che un diverso cannabinoide noto come CBD può avere degli effetti migliori per gli attacchi di panico.

Uno studio pubblicato su Neurotherapeutics, ha esaminato il CBD come possibile trattamento per i disturbi d’ansia. La ricerca afferma che gli studi pre-clinici suggeriscono l’efficacia del CBD nel ridurre i disturbi di ansia.

I ricercatori hanno scoperto che il cannabidiolo è stato efficace anche contro altri tipi di disturbi, tra cui SAD (disturbo affettivo stagionale), PTSD (disturbo da stress post-traumatico), PD (malattia di Parkinson), DOC (disturbo ossessivo-compulsivo) e DAG (disturbo d’ansia generalizzato). Hanno affermato che l’azione ansiolitica del cannabinoide dipendeva dai recettori CB1 e dai recettori 5-HT1A in diverse regioni cerebrali. Gli scienziati hanno  anche evidenziato l’importanza di sviluppare ulteriori indagini sulle azioni aggiuntive dei recettori poiché si potrebbero scoprire altri interessanti meccanismi.

I risultati raggiunti dagli esperimenti che coinvolgono l’uomo hanno supportato scoperte precliniche, suggerendo un minimo effetto sedativo, una mancanza di effetti ansiogeni e un profilo di sicurezza descritto come “eccellente”. Lo studio ha sottolineato che i risultati si basano principalmente sul “dosaggio acuto di CBD” in persone sane. Ciò significa che sono necessarie ulteriori ricerche per scoprire se il dosaggio cronico è efficace nelle persone che sono affette da questi disturbi. 

Una delle più recenti revisioni di studi dedicate al CBD e all’ansia è stata condotta da Soares e Campos nel 2017, pubblicata sulla rivista Current Neuropharmacology journal. L’articolo di ricerca si intitola “Evidenze per le azioni anti-panico del cannabidiolo”. I ricercatori hanno sottolineato che gli SSRI, l’attuale trattamento di prima linea per il disturbo di panico, non sono efficaci a lungo termine, e portano una serie di effetti collaterali che inducono i pazienti a interrompere il trattamento.

CBD: cosa dicono gli studi clinici?

Secondo una ricerca scientifica americana, effettuata dal Centro Nazionale di Informazioni Biotecnologiche (NCBI), le proprietà del cannabidiolo aiutano ad affrontare gli attacchi di panico e altri problemi di salute mentale. 

Per il disturbo d’ansia generalizzato (DAG), l’Istituto nazionale degli abusi di droga americano (NIDA) afferma che il CBD ha dimostrato di ridurre lo stress negli animali come i ratti.

Le persone coinvolte in questo studio hanno mostrato di avere minori disturbi di ansia. Anche i loro sintomi fisiologici, come l’aumento della frequenza cardiaca, sono migliorati.

CBD: possibile soluzione anche per altri disturbi d’ansia

Il CBD può offrire benefici a persone con altre forme di ansia, come il disturbo d’ansia sociale e il disturbo post-traumatico da stress. Inoltre può aiutare a trattare anche l’insonnia indotta dall’ansia.

Nel 2011, una ricerca scientifica ha studiato gli effetti del CBD sui pazienti che soffrivano del disturbo di ansia sociale. Ai partecipanti è stata somministrata una dose orale di 400 mg di CBD che equivale a un placebo. Coloro che hanno ricevuto il CBD hanno avuto modo di sentire livelli di ansia complessivamente ridotti.

Diversi studi recenti hanno dimostrato che il CBD può aiutare ad alleviare i sintomi del disturbo post-traumatico da stress, come gli incubi e la riproduzione di ricordi negativi. Questi studi hanno considerato il CBD sia come un trattamento autonomo, e sia come un integratore da aggiungere ai trattamenti tradizionali, come i farmaci e la terapia cognitivo-comportamentale

Gli attacchi di panico potrebbero essere indicati come le peggiori condizioni di salute mentale causate da paura estrema e problemi di ansia e stress.

Il CBD come soluzione agli attacchi di panico 

I prodotti a base di CBD vengono utilizzati sempre di più nel mondo e i benefici di questa straordinaria molecola sono numerosi.

Per esempio l’olio di CBD sta aiutando molte persone a migliorare la qualità del sonno, ridurre l’ansia, alleviare i dolori cronici e controllare i disturbi mentali. Tuttavia, i ricercatori di tutto il mondo hanno ancora molta strada davanti a loro per riuscire a trovare trattamenti che siano supportati al 100% da ricerche scientifiche. 

Se soffri di uno di questi problemi è consigliato non assumere cannabis con un alto contenuto di THC. Questo cannabinoide, legandosi ai recettori CB1 (presenti in grande quantità nel nostro cervello), può indurre un aumento di disturbi d’ansia nel nostro corpo.

I prodotti a base di CBD invece contengono una percentuale molto bassa, se non nulla di THC. Al contrario del

Conclusione

Le ricerche preliminari sugli effetti del CBD contro gli attacchi di panico e per gli altri disturbi menzionati, si sono rivelate positive. Tuttavia, per avere conferma dei dati esaminati bisognerebbe effettuare un numero maggiore di ricerche scientifiche.

Se ti è stato diagnosticato un disturbo di panico e hai optato per il CBD come possibile trattamento, raccontaci la tua esperienza nella sezione commenti qui sotto. Se te la senti puoi contattarci anche direttamente sul nostro profilo instagram. Come menzionato precedentemente, ad oggi le ricerche realizzate sono molto positive, ma è solo una goccia nell’oceano. 

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